Crisi della democrazia

Luigi De Magistris

In Italia siamo nel pieno dell’attuazione del Piano di rinascita democratica, Loggia P2, ideato alla fine degli anni Settanta da Licio Gelli e portato avanti in questi anni dal Sistema. Pur essendo l’Italia una Repubblica parlamentare, il Parlamento ha smarrito la sua centralità. Leggi elettorali incostituzionali che si susseguono; assenza di opposizione, ridotta a un mero diritto di tribuna; norme e provvedimenti approvati a colpi di fiducia in decreti legge costruiti anche al di fuori di Palazzo Chigi, nei luoghi in cui si prendono le decisioni che poi si ratificano nelle sedi istituzionali. Siamo in un presidenzialismo di fatto, con premier senza legittimazione popolare e democratica, che ha stravolto l’assetto parlamentare della nostra Repubblica. +

Magistratura e stampa sotto attacco, indebolite anche da una crisi etica e professionale interna alle due categorie. La magistratura non è più quella dei tempi di Falcone e Borsellino e di Mani Pulite; nel corso degli anni l’opera di avvicinamento tra potere politico e pezzi di magistratura è stata sempre più forte. Le correnti sono divenute uno strumento per cementificare prassi corrosive dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Il Consiglio Superiore della Magistratura , nel corso degli anni, è diventato progressivamente un organo più che di autogoverno dei magistrati, di costruzione del conformismo giudiziario e laboratorio della punizione dei magistrati esemplari. Un’erosione lenta e costante dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati con leggi ordinarie e atti amministrativi, attentando al cuore il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il sistema vuole magistrati con la spada di ferro nei confronti dei deboli e la spada di latta nei confronti dei potenti. 

La stampa sempre meno libera e indipendente e, quindi, solo apparentemente plurale. Spesso propaganda del potere e silenziatore dei non allineati. Magistrati e giornalisti debbono battere più colpi. Perché senza una magistratura autonoma e indipendente, e senza una stampa libera, non c’è democrazia. Lo stato d’eccezione senza fine e le emergenze continue alimentano torsioni autoritarie e criminalizzazione del dissenso. Mentre la borghesia mafiosa corrode sempre di più le istituzioni democratiche penetrandole come burro, la legalità formale viene utilizzata come strumento per colpire dissidenti, eretici, oppositori sociali e politici, servitori dello stato non allineati, giovani, poveri e immigrati. Un disegno eversivo dell’ordine democratico realizzato senza violenze apparenti, se non proprio quando necessario o perché sfuggita al controllo. I “normali” vengono bollati come sovversivi, socialmente pericolosi, pazzi, ribelli, disubbidienti. I custodi della legge divenuti non di rado stupratori della Costituzione e assassini della democrazia. 

UN’ALTRA DEMOCRAZIA E’ POSSIBILE

La democrazia può essere ripresa e salvata, coniugando lotte popolari e rivoluzione con il diritto interpretato secondo Costituzione. Se la sovranità appartiene al popolo, i governi mettono in campo un golpe istituzionale quando cancellano il referendum dell’acqua pubblica con una legge ordinaria. Se il Sistema diviene ostacolo anche di ordine economico e sociale per lo sviluppo della persona umana e per le libertà e l’uguaglianza, allora va rimosso. In modo democratico e pacifico, anche con una rivoluzione culturale e con l’attuazione di modelli economici e sociali in linea con la Costituzione nata dalla Resistenza al nazifascismo. Abbiamo il compito di attuare la Costituzione, di lottare per i diritti e per la giustizia sociale ed ambientale. Senza lavoro, eliminazione delle disuguaglianze e ridistribuzione delle richieste non ci può essere democrazia. Abbiamo il dovere di rimuovere gli ostacoli che impediscono i diritti. Anche nelle ultime settimane si mortifica la democrazia: difatti la Costituzione ripudia la guerra, ma il Sistema entra in guerra. Loro calpestano la Costituzione con violenza istituzionale, noi dobbiamo fare cento passi contro l’indifferenza, il compromesso morale e l’accomodamento. Si deve attaccare il Sistema alla radice, non entrare in trattativa con esso. Per farlo ci vuole credibilità e coerenza, ci vogliono persone oneste, libere, competenti, autonome, indipendenti, coraggiose, appassionate e che hanno nel loro essere la cultura dell’amore e non dell’odio, della non violenza contro ogni forma di violenza. Un’altra democrazia è possibile, ma solo con la lotta e senza una inutile rassegnazione la possiamo conquistare.

Luigi de Magistris, giurista e politico, per quindici anni pubblico ministero, poi eurodeputato e per oltre dieci anni Sindaco di Napoli.

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