LE RISOLUZIONI RUSSOFOBICHE DEL PARLAMENTO EUROPEO

Andrea Catone*

1. La funzione ideologica delle Risoluzioni del Parlamento europeo

Il Parlamento europeo (PE), com’è noto, non ha poteri equivalenti a quelli di un parlamento nazionale come quello italiano, non ha potere di iniziativa legislativa, in alcune materie il suo potere resta subordinato a quello del Consiglio europeo. La sua attività non è particolarmente seguita nei Paesi Ue, ancor meno nei grandi media italiani. È tuttavia l’unico organo della Ue eletto a suffragio universale, con un sistema proporzionale con soglia di sbarramento che può giungere sino al 5%. In Italia è al 4% ed è di gran lunga meno antidemocratico dell’attuale sistema elettorale italiano nazionale e, ancor peggio, regionale. In linea di principio, dovrebbe esprimere quindi la volontà popolare e il sentire comune maggioritario dei 450 milioni di abitanti dei 27 Paesi della Ue. 

Negli ultimi anni, in particolare dopo il “Grande allargamento” tra il 2004 e il 2007, quando sono entrati nella Ue (e nella Nato) tutti i Paesi ex socialisti dell’Europa centro-orientale, oltre le tre repubbliche baltiche, esso ha assunto una funzione, che possiamo definire ideologica, di elaborazione e definizione delle coordinate storiche, culturali, politiche e geopolitiche su cui si fonda l’Unione. Le sue numerose “Risoluzioni”, approvate a maggioranza o larga maggioranza, sono narrazioni della storia e dello stato dell’Europa e del mondo, costruiscono l’ideologia europea (o meglio, della Ue, visto che metà del continente europeo ospita la Federazione russa). È una funzione assolutamente non trascurabile, le parole, come sappiamo, possono essere pietre e più che pietre. 

A sinistra ci si accorse con sorpresa e indignazione di questa nuova funzione ideologica quando il 19 settembre 2019 – ottantesimo anniversario, secondo la storiografia occidentale, dell’inizio della II guerra mondiale – il PE approvò la Risoluzione “Importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa”. Essa si innesta su diverse precedenti, tra cui quella del 2008, che, sotto la categoria di totalitarismo, equipara nazifascismo e comunismo. La Risoluzione del 2019 costruisce una narrazione della storia d’Europa, secondo cui i popoli d’Europa, dopo aver subito le ingiurie dei totalitarismi, si sarebbero finalmente ritrovati e ricongiunti – favola a lieto fine – nella libera e antitotalitaria Unione, i cui stati membri si autoassolvono da ogni responsabilità per i due conflitti interimperialistici mondiali. La neo-narrazione europeista cancella dalla storia non solo il decisivo apporto che l’Urss dette alla sconfitta della Germania hitleriana, ma anche quello delle Resistenze antifasciste in Europa, delle quali i comunisti furono la forza preponderante. L’antifascismo non è un valore per l’ideologia della UE. Quella Risoluzione suscitò allora in tutta Europa un notevole dibattito e autorevoli prese di posizione critiche. Esse si concentrarono a ragione contro l’equiparazione di Urss e Germania nazista, di comunismo e nazifascismo; colsero meno una  russofobia strisciante. Alla leadership della Federazione russa la Risoluzione rimprovera di non condannare tutta la settantennale storia sovietica, considerata in blocco come sequela ininterrotta di “crimini commessi dal regime totalitario sovietico”, il che è “una componente pericolosa della guerra di informazione condotta contro l’Europa democratica allo scopo di dividere l’Europa e invita pertanto la Commissione a contrastare risolutamente tali sforzi” (punti 15 e 16 della Risoluzione).

2. La russofobia esplicita delle Risoluzioni del 2022-25

La russofobia latente, celata dietro la maschera dell’anticomunismo e antisovietismo della Risoluzione del settembre 2019, si manifesta in pieno nelle Risoluzioni successive all’ingresso delle truppe russe in Ucraina. L’escalation nel sempre maggiore impegno e coinvolgimento militare, politico, diplomatico, della Ue nella guerra a fianco di Kiev, si accompagna al crescendo di affermazioni che fanno della Russia il peggior Paese sulla terra, la più grave minaccia per l’Europa e per il mondo, un Paese con il quale, se si traggono le implicazioni di tali dichiarazioni, non si può e non si deve avviare nessun dialogo, nessuna trattativa, ma col quale e contro il quale si può e si deve operare solo con la forza. La russofobia estrema delle Risoluzioni spiega chiaramente perché la Ue in quasi 4 anni di guerra contro la Russia non abbia mai avviato nessun tentativo di dialogo o trattativa, e anzi abbia pesantemente redarguito nelle Risoluzioni del Parlamento europeo coloro – non solo l’eretico Orban, ma anche il cancelliere tedesco Scholz – abbiano provato a parlare con la dirigenza russa. La russofobia estrema delle Risoluzioni serve a continuare la guerra a spese della popolazione e dei soldati ucraini, ai programmi ultramiliardari di riarmo stabiliti dalla Ue, e a delineare una nuova identità europea che fa della contrapposizione radicale e non negoziabile alla Russia – definita in termini molto peggiori del reaganiano “Impero del male” – la propria principale ragion d’essere.

Riporto qui un’antologia, ancora incompleta e non esaustiva, delle affermazioni russofobiche delle ultime (2024-2025) Risoluzioni. Ricordo che tali Risoluzioni sono, in linea di principio, i documenti più autorevoli della Ue, in quanto approvati dalla maggioranza dei rappresentanti eletti dei 27 Paesi della Ue. Sono documenti ufficiali che dovrebbero rappresentare la volontà e il sentire maggioritario dei 450 milioni di abitanti dell’Unione, non sono articoli di qualche autorevole o meno testata giornalistica, né chiacchiere da bar, né esternazioni sui social o in qualche blog, né appelli o dichiarazioni di gruppi intellettuali… I parlamentari che le hanno votate – e tra questi l’Alleanza progressista di Socialisti e democratici, in cui è il PD – portano tutta la responsabilità di aver fornito pesanti argomenti all’interventismo bellico della Ue. 

LA RUSSIA HA DICHIARATO GUERRA AI PAESI EUROPEI

“La scelta del regime russo di minare l’ordine internazionale basato su regole e l’architettura di sicurezza dell’Europa e di dichiarare guerra ai paesi europei o di cercare di destabilizzarli al fine di realizzare la sua visione imperialista del mondo, rappresentano la minaccia più grave e senza precedenti per la pace nel mondo, nonché per la sicurezza e il territorio dell’UE e dei suoi Stati membri” [Ris. P.E. 2/4/2025, punto B].

Scrive in proposito Domenico Gallo, sempre attivo nel movimento contro la guerra e a difesa della Costituzione antifascista: “Sarebbe vano chiedere ai politici che agitano con tanta sicumera il fantasma di una minaccia esiziale, le prove di tali loro affermazioni. Da dove risulta che la Russia ha scelto di dichiarare guerra a qualche paese europeo, oppure che ha intrapreso operazioni di destabilizzazione come hanno fatto gli USA a piazza Maidan?”

LA RUSSIA AGGREDISCE INGIUSTIFICATAMENTE SIN DAL 2014 ALMENO

VIOLA PALESEMENTE E PERSISTENTEMENTE IL DIRITTO INTERNAZIONALE

 “Dal 24 febbraio 2022 la Russia conduce una guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata contro l’Ucraina, proseguendo le aggressioni già in atto dal 2014, tra cui l’annessione illegale della Crimea e l’occupazione di parti delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson violando in modo persistente, palese e grave i principi della Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale umanitario, quale stabilito dalle convenzioni di Ginevra del 1949” [Ris. PE 28/11/2024 punto A].

LA RUSSIA È UNA : MINACCIA ESISTENZIALE

 “Finché la Russia rimarrà uno Stato che persegue politiche revisioniste, continuerà a rappresentare una minaccia alla sicurezza del continente europeo” [Ris. P.E. 12/3/2025, punto R]

[Il PE] “ribadisce la sua condanna dell’aggressione russa dell’Ucraina su vasta scala in quanto minaccia esistenziale per la sicurezza e la stabilità europee” [Ris. P.E. 12/3/2025, punto 3]

LA RUSSIA MINACCIA NON SOLO L’EUROPA MA IL MONDO INTERO

“La Russia e i suoi alleati rappresentano non solo una minaccia per la stabilità europea, ma anche un pericolo significativo per la sicurezza globale e l’ordine internazionale basato su regole” [Ris. P.E. 28/11/2024, punto 20].

“Le azioni intraprese dalla Russia in Ucraina negli ultimi tre anni continuano a minacciare la pace e la sicurezza in Europa e nel mondo” [Ris. P.E. 12/3/2025, punto B]

I RUSSI SONO BARBARI, FEROCI, DISUMANI

A. La Russia perpetra intenzionalmente atrocità sistematiche e su larga scala

“La Russia ha intenzionalmente perpetrato atrocità sistematiche e su larga scala nei territori occupati e ha inoltre attaccato indiscriminatamente zone residenziali e infrastrutture civili […] questi comportamenti disumani da parte delle forze russe e dei loro mandatari costituiscono crimini di guerra e crimini contro l’umanità” [RIS PE 2024 07 17 PUNTO B]

“Le forze russe hanno attaccato in modo sistematico e indiscriminato zone residenziali e infrastrutture civili, causando la morte di migliaia di civili ucraini e la distruzione di proprietà pubbliche e private” [Ris. PE 28-11-2024 punto B].

Il crimine russo è quindi premeditato, sistematico, pianificato, su larga scala, paragonabile – sembra qui suggerirsi – all’eliminazione di massa degli ebrei nella II guerra mondiale. La scienza e l’industria messe al servizio dei crimini più efferati…

B. I russi attuano deportazioni forzate, 

“Le forze russe sono responsabili di deportazioni forzate”, [Ris. PE 28-11-2024 punto B]

C. I russi rubano i bambini

“Le forze russe sono responsabili di […]  sparizioni, anche di minori [Ris. PE 28-11-2024 punto B].

D. I russi imprigionano, torturano, ammazzano i civili e i prigionieri di guerra

“Le forze russe sono responsabili di […] detenzioni illegali, torture, esecuzioni di civili, soldati e prigionieri di guerra [Ris. PE 28-11-2024 punto B].

E. I russi praticano stupri di massa come arma di guerra

“[Le forze russe ricorrono] alla violenza sessuale e allo stupro di massa come armi di guerra” [Ris. PE 28-11-2024 punto B].

F. I russi alterano la composizione etnica 

“[Le forze russe …] continuano ad alterare la composizione etnica dei territori occupati dell’Ucraina” [Ris. PE 28-11-2024 punto B]. 

Qui non manca niente, tutto il repertorio usato dalla propaganda demonizzante nelle guerre jugoslave: stupri di massa, (dove, quando? Non c’è lo straccio di un riferimento), torture, atrocità, violenza estrema. Anche l’alterazione della composizione etnica riprende temi delle guerre jugoslave. La guerra sarebbe quindi una guerra etnica, per l’affermazione dell’etnia russa contro quella ucraina, e sarebbe anche in corso, quindi, una pulizia etnica. Gli estensori della Risoluzione sembra abbiano fatto il copia e incolla con altre situazioni in cui l’imperialismo occidentale riuscì ad alimentare lo scontro etnico per intervenire e fare a pezzi un paese come la Jugoslavia. Ma nella storia e nella realtà dei rapporti tra russi e ucraini non vi è alcun fondamento per propagandare la guerra etnica.  E le stesse motivazioni ufficiali dell’operazione militare russa sono politiche, storico-politiche, non certo etnocentriche, in primis, la denazificazione dell’Ucraina. Ma, ovviamente, sulla questione del nazismo ucraino non vi è ombra in nessuna risoluzione del PE.

LA RUSSIA È IMPERIALISTA

“La guerra di aggressione russa dimostra l’atteggiamento imperialistico della Russia nei confronti dei suoi paesi vicini [Ris. P.E. 12/3/2025, punto R]

LA RUSSIA È TERRORISTA

“[…] numerosi attori internazionali hanno riconosciuto la Russia come Stato sostenitore del terrorismo e che fa uso di mezzi terroristici” [Ris. P.E. 12/3/2025, punto R].

LA RUSSIA FA LOSCHE OPERAZIONI DI TRAFFICO DI ESSERI UMANI

“Le forze armate russe avrebbero reclutato centinaia di mercenari yemeniti Houthi perché combattano nel conflitto in Ucraina, grazie a una losca operazione di traffico di esseri umani che dimostra i crescenti legami tra Mosca e il gruppo ribelle Houthi” [Ris. PE 28-11-2024 punto J].

Non c’è alcuna prova o dichiarazione ufficiale che confermi l’arruolamento di mercenari yemeniti Houthi nel conflitto in Ucraina attraverso un’operazione di traffico di esseri umani. Ma tutto fa brodo, e nel repertorio della galleria degli orrori non poteva mancare questo. 

LA RUSSIA USA MERCENARI RICORRENDO ALL’INGANNO 

“La Russia sta reclutando attivamente individui provenienti da regioni lontane, tra cui l’Africa, il Medio Oriente e l’America latina, ricorrendo all’inganno o alla coercizione, per poi inviarli a combattere nella guerra contro il popolo ucraino” [Ris. PE 28-11-2024 punto 27].

Non basta gettare discredito sull’esercito russo accusandolo di servirsi anche di mercenari (come se l’Occidente non lo facesse abbondantemente…), ma occorre dire che tale reclutamento i cattivi russi lo fanno con l’inganno e la coercizione… Si noti poi la frase “individui provenienti da regioni lontane, tra cui l’Africa, il Medio Oriente e l’America latina”. Qui le regioni lontane suggeriscono una alterità, estraneità, pericolo, minaccia: la Russia va in altri mondi, lontani dalla civile Europa… Quanto suprematismo eurocentrico è in quel “regioni lontane”! La Russia recluta con l’inganno o la coercizione, ricorda la tratta dei neri. E, attenzione! La Russia manda a combattere contro la civile Euro-Ucraina, un esercito del Terzo mondo, di Africa, Medio Oriente, America Latina…

LA RUSSIA MANIPOLA L’INFORMAZIONE, CORROMPE PERSONAGGI POLITICI, ASSASSINA I DIRIGENTI INDUSTRIALI EUROPEI DELLA DIFESA

“[Il PE] condanna il crescente numero di attacchi ibridi perpetrati dalla Russia contro l’UE e i suoi Stati membri con l’obiettivo di indebolire il sostegno europeo all’Ucraina attraverso la manipolazione delle informazioni, tentativi dissimulati di destabilizzazione e la corruzione di personaggi politici; esprime sgomento per le notizie secondo le quali la Russia avrebbe tramato il tentato omicidio dell’amministratore delegato di una società europea del settore della difesa” [RIS PE 2024 07 17 PUNTO 7 ]

“[Il PE chiede di] contrastare le minacce ibride e le attività della zona grigia, nonché di prevenire le ingerenze russe nei processi politici, elettorali e in altri processi democratici in Ucraina e in Europa” [Ris. P.E. 12/3/2025, punto 34];

“[Il PE] chiede fermamente all’UE e agli Stati membri di combattere la disinformazione russa sulla guerra, […] chiamando le piattaforme dei social media a rispondere della diffusione di contenuti dannosi [Ris. P.E. 12/3/2025, punto 34]

Nel bestiario delle accuse di guerra al nemico, non poteva mancare – come era anche nelle opposte propagande belliche della I guerra mondiale – l’accusa di manipolare l’informazione, agire su cuore e menti, ecc. Per cui, vigilate sul nemico! e su coloro che il nemico influenza, i putiniani, censurate i loro scritti. Il nemico combatte una guerra ibrida, manipola, sovverte… La guerra ibrida è anche più pericolosa della guerra sul campo combattuta con carri armati e bombe. Bisogna diffidare, sospettare, vigilare, il nemico è tra noi… Come nei film di fantascienza (ricordiamo ad esempio il classico L’invasione degli ultracorpi, 1956), l’alieno entra nel corpo umano e si impadronisce della sua persona, lo trasforma in un suo asservito.

RUSSI PERVASI DA SENTIMENTI MILITARISTI, SCIOVINISTI E IMPERIALISTI

“Continuare a fornire sostegno all’opposizione democratica russa, a garantirne la protezione e a incoraggiarla a lottare contro il regime di Putin, in particolare contro i sentimenti militaristi, sciovinisti e imperialisti nella società russa” [Ris. PE 28-11-2024 punto 29]

ATTENZIONE AI CITTADINI RUSSI! 

LIMITARE O IMPEDIRE IL LORO INGRESSO NELLA UE. SORVEGLIARLI!

 “[Il PE…] chiede ulteriori restrizioni all’ingresso nell’UE dei cittadini russi e bielorussi, in particolare mediante controlli di sicurezza più rigorosi, compresa la presentazione di documenti di servizio militare durante la procedura di domanda del visto Schengen” [Ris. P.E. 12/3/2025, punto 30]

Qui la russofobia è palese ed esplicita: si discriminano i russi in quanto tali, li si considera potenziali spie, o sabotatori, o untori…

LA RUSSIA ATTACCA TUTTO L’OCCIDENTE E SOPRATTUTTO I SUOI VALORI

“La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina fa parte di una più ampia serie di obiettivi contro l’Occidente, la nostra democrazia e i nostri valori” [RIS PE 2024 07 17 PUNTO 5].

“La guerra di aggressione russa fa parte di una serie più ampia di obiettivi contro l’Occidente e gli interessi e i valori che gli sono propri, contro l’ordine internazionale fondato su regole, nonché contro la democrazia e la sicurezza, come dichiarato apertamente da Vladimir Putin nelle settimane precedenti l’invasione su vasta scala” [Ris. P.E. 12/3/2025, punto R].
Dunque, la barbarie dell’aggressione russa all’Occidente è dentro il quadro di una sua assoluta alterità. Secondo questa prospettiva, la Russia non avrebbe solo l’obiettivo imperialistico di conquistare territori, non vuole toglierci solo dei beni materiali, vuole toglierci l’anima, vuole distruggere i ‘valori’ della civiltà occidentale. Lo scontro con la Russia è uno scontro di civiltà. La russofobia delle Risoluzioni del PE è ben sopra la russofobia del passato, che il libro di Guy Mettan ben illustra. Qui la Russia è alterità assoluta al nostro mondo, alla cultura e storia d’Europa (come se nella cultura europea non avessero posto Tolstoj, Dostojevskij, Ciaikovskij…). La costruzione del nemico assoluto passa attraverso lo scontro di civiltà, una guerra di valori, di principi. La Russia non è solo il barbaro della giungla di Borrell che cerca di entrare nel giardino fiorito europeo, ma è un barbaro che attacca intenzionalmente i valori, la cultura dell’Occidente. E per questo allora – come chiede Picierno – bisogna impedire a tutti gli artisti russi di esprimersi: la cultura russa è altro dal civile Occidente, è antitetica ad esso. E se la Russia è l’assolutamente Altro, nessun dialogo con essa è possibile. La minaccia russa può finire solo con l’eliminazione di questo pericoloso Alieno. Per questo la UE e il suo parlamento non hanno mai tentato un dialogo, una trattativa con la Russia. Essa è l’Altro, e l’Europa si salva solo se questa minaccia viene definitivamente eliminata. Qui non è in gioco qualche regione dell’Ucraina, è in gioco l’anima, lo spirito, i valori europei. Forse i parlamentari che hanno votato la Risoluzione non hanno letto bene, o letto distrattamente, o non hanno letto affatto, né hanno fatto caso alle conseguenze delle parole che votavano, ma qui è espressa una ideologia suprematista di un Occidente come misura della civiltà del mondo.

RIFERIMENTI

Risoluzione del Parlamento europeo del 17 luglio 2024 sulla necessità di un sostegno continuo dell’UE all’Ucraina (2024/2721(RSP)), in https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:C_202406129 

Risoluzione del Parlamento europeo del 28 novembre 2024 sul rafforzamento del fermo sostegno dell’UE all’Ucraina contro la guerra di aggressione della Russia e la crescente cooperazione militare tra Corea del Nord e Russia, in https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-10-2024-0055_IT.html#ref_1_1, indicata nel testo con “Ris. P.E. 28/11/2024”.

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2025 sul mantenimento del fermo sostegno dell’UE all’Ucraina dopo tre anni di guerra di aggressione della Russia (2025/2528(RSP)), in https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-10-2025-0033_IT.html, indicata nel testo con “Ris. P.E. 12/3/2025”.

Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2025 sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune – relazione annuale 2024 (2024/2082(INI)), in https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-10-2025-0058_IT.html, indicata nel testo con “Ris. P.E. 2/4/2025”.


*Andrea Catone è direttore di “Marx XXI”.


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